differenza acconto caparra

Differenza tra caparra ed acconto

Differenza tra caparra ed acconto

I termini acconto e caparra vengono spesso confusi tra di loro sia da chi sta prenotando una camera in un hotel sia da parte degli albergatori stessi. Entrambi i termini fanno riferimento ad un anticipo di denaro in relazione al pagamento di un bene o servizio, ma il loro significato è ben diverso così come sono diversi gli aspetti fiscali che contrattuali.

L’acconto non è altro che un anticipo sul prezzo del bene o servizio prenotato, la caparra invece è una forma di garanzia reciproca prevista dal codice civile .

Con l’acconto il cliente conferma la propria volontà di soggiornare nella struttura . Ma in caso di disdetta ha il diritto di riceverlo indietro. Per cui l’acconto tutela in maniera esclusiva il cliente.

La caparra invece è una somma versata a garanzia del contratto. Se il cliente cancella la prenotazione non ha diritto a riavere indietro quanto versato.

La caparra può essere di due tipi:

  • caparra confirmatoria
  • caparra penitenziale

Caparra confirmatoria

La caparra confirmatoria (Codice Civile art. 1385) è una somma versata a fini di garanzia della prenotazione dove il cliente versa alla struttura ricettiva una cifra che si aggira tra il 25-30% dell’intero importo al fine di confermare la prenotazione. Nel caso sia l’albergo ad essere inadempiente il cliente ha diritto ad ottenere il doppio di quanto versato, purché non accetti una soluzione diversa da quella prenotata. In questo caso le spese per il trasferimento ad una eventuale altra struttura e l’eventuale differenza di prezzo sono a carico della struttura ricettiva che non è stata in grado di garantire quanto prenotato dal cliente.

è una somma versata a fini di garanzia della prenotazione dove il cliente versa alla struttura ricettiva una cifra che si aggira tra il 25-30% dell’intero importo al fine di confermare la prenotazione. Nel caso sia l’albergo ad essere inadempiente il cliente ha diritto ad ottenere il doppio di quanto versato, purché non accetti una soluzione diversa da quella prenotata. In questo caso le spese per il trasferimento ad una eventuale altra struttura e l’eventuale differenza di prezzo sono a carico della struttura ricettiva che non è stata in grado di garantire quanto prenotato dal cliente.

Nel caso invece che sia il cliente a disdire la prenotazione, la struttura alberghiera oltre a trattenersi la caparra confirmatoria può richiedere l’intero importo richiesto all’atto della prenotazione.

Caparra penitenziale

La caparra penitenziale (Codice Civile art. 1386) è una somma versata sempre al fine di garanzia che il cliente effettua a favore della struttura ricettiva per confermare la prenotazione. A differenza della caparra confirmatoria, la caparra penitenziale non prevede che l’albergo possa richiedere l’intero importo stabilito. Nel caso di disdetta da parte del cliente la struttura ricettiva può trattenere solo l’importo della caparra penitenziale versata né tanto meno l’albergatore può chiedere il risarcimento del danno. Nel caso sia l’albergo a dare disdetta deve restituire il doppio della caparra penitenziale versata dal cliente.

E’ bene che l’albergatore indichi sempre nella corrispondenza con il cliente e nei contratti che si tratta di caparra. In assenza di tale descrizione, la somma versata è sempre da intendersi come acconto con la conseguenza in caso di disdetta dell’obbligo di restituire tale somma.

Differenza tra caparra e acconto nelle formalità amministrative e contabili

Relativamente alle formalità amministrative e contabili la caparra non è soggetta ad emissione della ricevuta fiscale, per cui al momento dell’incasso non è necessario emettere nessun documento fiscale. Trattandosi di una specie di deposito momentaneo, non produce nessun ricavo per chi la riceve e nessun costo per chi la versa. Per evitare sanzioni ed incomprensioni con il fisco, è bene che l’albergatore faccia scrivere nella casuale del versamento la dicitura “caparra confirmatoria o caparra penitenziale

Nel caso di disdetta da parte del cliente, l’albergatore se decide di trattenere la caparra deve registrarla fiscalmente come sopravvenienza attiva e la dovrà dichiarare nella dichiarazione dei redditi

Diverso è il caso dell’acconto. L’albergatore che riceve un acconto ha l’obbligo di emettere immediatamente una ricevuta fiscale, essendo l’importo ricevuto rilevante ai fini delle imposte. Quando il cliente salderà l’intero importo l’albergatore dovrà emettere una seconda ricevuta a saldo. Nel caso che il cliente disdica , l’albergatore che è costretto a restituire quanto ricevuto, dovrà emettere una ricevuta di storno indicando la data di restituzione dell’acconto.

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