depressione e invalidità

Depressione e invalidità: a chi spetta e come ottenerla

Depressione e invalidità: a chi spetta e come ottenerla

La depressione è una malattia che, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, colpisce nel mondo oltre 320 milioni di persone.

Nel nostro paese di tale disturbo depressivo ne soffrono oltre 3 milioni di persone, di cui quasi la metà con la forma più grave.

Ci si chiede, dunque: chi soffre di depressione ha diritto all’invalidità?

La depressione è una patologia psichiatrica caratterizzata dalla perdita di interesse o piacere nelle attività normalmente piacevoli; da episodi di umore depresso accompagnati da una bassa autostima.

Tale disturbo, purtroppo, colpisce indifferentemente giovani e anziani, donne e uomini. indipendentemente dall’età e dal sesso.

La depressione è un male oscuro e subdolo che si manifesta in diverse forme e può essere episodica oppure continua.

Ha diritto all’invalidità chi soffre di depressione? A chi spetta e come ottenerla

Tra le patologie presenti nelle Tabelle Ministeriali (Decreto Ministeriale 05/02/1992) che danno diritto all’invalidità civile rientra la depressione. Per cui, chi soffre di depressione può vedersi riconoscere una percentuale di invalidità a seconda della gravità della patologia.

Per legge, sia che si tratta di sindrome depressiva endogena grave che di psicosi ossessiva, la percentuale di invalidità riconosciuta oscilla tra il 71% e l’80%.

Invece, le forme di depressione medio lievi conferiscono il diritto al riconoscimento dell’invalidità civile in misura ridotta non oltre il 50%.

Come si ottiene l’invalidità civile per la depressione

Ecco cosa fare per chi soffre di depressione e ritiene che la patologia comporti una significativa riduzione della sua capacità lavorativa o la impossibilità di svolgere alcuni atti della vita quotidiana.

Per proporre domanda di invalidità, innanzitutto il richiedente deve:

– recarsi dal proprio medico di famiglia e chiedere il certificato medico, cosiddetto introduttivo, che attesti la patologia invalidante e che deve essere trasmesso telematicamente all’INPS

– allo stesso tempo, il richiedente dovrà trasmettere all‘INPS il modulo di domanda per invalidità civile tramite patronato o associazioni di categoria.

Successivamente, il richiedente sarà convocato dall INPS per essere sottoposto a visita medica ove porterà con sé in esibizione alla Commissione medica tutta la documentazione medica in suo possesso.

Il compito della Commissione medica sarà quello di valutare la documentazione prodotta dal soggetto richiedente la invalidità, la forma di depressione e la gravità nonché le conseguenze che tale patologia comporta sia sul lavoro che nella vita di ogni giorno.

All’esito delle valutazioni, la Commissione deciderà la percentuale di invalidità a cui avrà diritto il malato.

Quale è in via generale la procedura da seguire per ottenere lo status di invalido civile?

Per poter ottenere il processo di accertamento della invalidità civile, il soggetto interessato deve presentare in via telematica la richiesta di visita medica all’ INPS .

Alla domanda deve essere allegato il certificato rilasciato anche dal proprio medico di base, cosiddetto certificato introduttivo, che attesta le patologie presenti e che ha una validità di 90 giorni.

Successivamente l’ente previdenziale una volta nominata la Commissione medica di valutazione, convoca il soggetto per sottoporlo a visita medica.

All’esito della visita tale Commissione esprime un proprio parere medico e redige apposito verbale e la cui decisione deve essere adottata all’unanimità.

Se non c’è accordo sul responso, la documentazione passa al Centro Medico Legale.

Il verbale, entro 120 giorni dalla sua adozione, deve essere comunicato al soggetto interessato.

Terminata la procedura l’Ente previdenziale dovrà comunicare al soggetto interessato:

– o il rigetto della domanda presentata

-o l’accoglimento della domanda ma attribuendo un punteggio inferiore a quello dovuto

– o l’accoglimento della domanda ed il riconoscimento del grado di invalidità

Nei primi due casi è possibile entro 3 mesi dalla notifica del verbale proporre ricorso al giudice ordinario.

Per ottenere le prestazioni economiche di competenza dell’INPS è richiesto un grado di invalidità compreso tra il 74% ed il 100%.

Lo status di invalido civile come si ottiene?

Per essere considerato invalido civile il grado minimo è di un terzo (33%) di riduzione permanente della capacità lavorativa, che si determina in base alle Tabelle Ministeriali approvate con decreto dal Ministro della Sanità del 5 febbraio 1992.

Nella valutazione, una particolare attenzione viene prestata ai soggetti under 18 o over 65 per la loro condizione di ulteriore fragilità anagrafica.

Sono invalidi civili di diritto:

– i ciechi totali o parziali con una capacità visiva non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi

– i sordi con una limitazione uditiva di almeno 75 decibel

– i talassemici: la malattia deve essere accertata dall’Asl di competenza ed il beneficiario deve avere almeno 35 anni di età ed almeno dieci anni di anzianità contributiva

Non possono essere considerati disabili civili, invece, perché assoggettati a specifici riconoscimenti:

– gli invalidi di guerra

– gli invalidi del lavoro

– gli invalidi per servizio

La domanda per il riconoscimento dell’invalidità civile può essere presentata da:

– cittadini italiani con residenza in Italia

– cittadini stranieri comunitari che legalmente soggiornano in Italia e sono iscritti all’anagrafe del comune di residenza

– cittadini stranieri extracomunitari che legalmente soggiornano in Italia, e che sono titolari del permesso di soggiorno di almeno 1 anno, anche se privi di permesso di soggiorno CE di lungo periodo.

Quali sono i benefici previsti dalla legge

In linea di massima, lo status di invalido civile comporta il riconoscimento:

– della pensione di inabilità riconosciuta agli invalidi totali con età compresa fra i 18 e i 65 anni privi di altre fonti di reddito

– del sussidio quale sostegno economico mensile per coloro che hanno un grado di invalidità minimo del 33%

– dell’indennità di accompagnamento riconosciuta ai disabili al 100%

– dell’iscrizione in liste preferenziali nei centri per l’impiego per una invalidità pari o superiore al 46% e l’esenzione del pagamento del ticket sanitario per un’invalidità pari o superiore al 66%

A questi benefici si aggiungono quelli indicati dalla legge 104 per i portatori di handicap in particolare i permessi lavorativi.

Le nuove modalità per richiedere la Pensione di invalidità

Con messaggio 1275/2020 l’INPS ha comunicato importanti novità per le pensioni di invalidità.

Infatti dal 1° aprile sono entrate in vigore le nuove modalità per la richiesta della domanda di invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e disabilità con l’entrata in vigore del regime di semplificazioni.

Tale regime rende più semplice e veloce la richiesta della pensione di invalidità.

Tanto è stato possibile anche a seguito dell’emergenza Covid – 19 che ha spinto l’Istituto a spostare in avanti di due mesi la data per la modalità unica di trasmissione delle domande per i soggetti tra i 18 e i 67 anni.

In pratica, tale nuova procedura mira alla semplificazione della domanda con lo snellimento della fase sanitaria e quella amministrativa.

Quali sono le nuove modalità per richiedere la Pensione di invalidità?

I cittadini di età compresa tra i 18 e i 67 anni possono anticipare, al momento della presentazione della domanda di invalidità, le informazioni socio – economiche contenute nel modello AP70, che in genere vengono comunicate solo all’esito dell’istruttoria sanitaria.

La verifica avviene automaticamente: il codice fiscale è il primo dato che deve essere inserito nel modulo online.

Il soggetto interessato nella domanda, da subito, dovrà fornire oltre alle proprie generalità, i dati dell’eventuale ricovero, i dati relativi allo svolgimento di attività lavorativa, i dati reddituali, le modalità di pagamento, la delega alla riscossione di un terzo quadro G, la delega in favore delle associazioni quadro H.

Altri documenti aggiuntivi possono essere allegati come, ad esempio, dichiarazioni di responsabilità.

Per cui, al termine dell’accertamento sanitario, avendo già queste informazioni, la prestazione economica riconosciuta potrà essere portata in pagamento.

Pochi sono i casi ormai, ove è necessario completare comunque il modulo AP70 dopo la conclusione dell’iter sanitario.

Qualora l’invalidità non venisse riconosciuta sarà possibile rivolgersi allo Studio Legale Buccarella per ottenere l’assistenza necessaria. Lo Studio Legale Buccarella che si trova a Veglie (Le) in via Salice 46 0832 714174 è in grado di analizzare le motivazioni del diniego e di proporre le giuste azioni legali per far si che la domanda di invalidità venga accolta.

Studio Legale Buccarella

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Anna Buccarella avvocato a Veglie (Le) riceve su appuntamento presso lo Studio Legale Buccarella in via Salice 46

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